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Monsignor Angelo Brizzolari |
La Chiesa è in lutto per la scomparsa di monsignor Angelo Brizzolari, sacerdote ambrosiano che nel corso del suo ministero ha ricoperto importanti incarichi diocesani. Aveva 78 anni ed era nato a Civate. Ordinato presbitero dal cardinale Giovanni Colombo il 28 giugno 1972, nel 2022 aveva festeggiato i 50 anni di sacerdozio. Già vicerettore al Seminario di Venegono (dal 1973 al 1979), rettore in Seminario a Merate (dal 1979 al 1980) e successivamente a Saronno (dal 1980 al 1989), per la Diocesi è stato a lungo (dal 1989 al 2005) responsabile del Servizio per la pastorale scolastica, nonché vicario episcopale per i Collegi arcivescovili e le scuole cattoliche.
Il 4 novembre 2004 il cardinale Dionigi Tettamanzi l’aveva nominato vicario episcopale per la Zona pastorale IV (Rho), incarico che aveva mantenuto per 6 anni, dal 2005 al 2011. Fino al 2021 è stato rettore del Santuario della Vittoria di Lecco e dal 2022 era residente presso la parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di Villa Vergano.
Antonio Rusconi, ex parlamentare ed ex sindaco di Valmadrera, così lo ricorda:
Ho conosciuto bene monsignor Angelo Brizzolari, sacerdote dalla fede profonda molto legato al nostro territorio, in particolare alla “sua” Civate, per l’affetto familiare ma anche per la sua storia. L’ha sentito spesso, direi periodicamente: soprattutto per il suo impegno come responsabile diocesano della scuola e, contemporaneamente, per il mio impegno in Commissione istruzione come parlamentare. Ci siamo confrontati sui singoli problemi, in convegni, in concrete occasioni per risolvere difficoltà.
Condivideva pienamente la riforma Berlinguer, ovvero una legge che riconoscesse pienamente il ruolo pubblico delle scuole paritarie, in particolare quelle cattoliche, e si era incontrato più volte con lo stesso ministro Berlinguer proprio per riaffermare che le scuole della diocesi e non soltanto erano a disposizione delle esigenze degli ultimi, delle persone più in difficoltà.
Soprattutto sentiva la responsabilità che, in un periodo di crisi dei valori, la scuola potesse rappresentare lo strumento fondamentale per educare cittadini responsabili, per valorizzare i giovani e coinvolgerli nell’amministrazione pubblica della propria comunità .
La scuola, secondo don Angelo, doveva diventare per comuni, regioni e Stato anzitutto strumento di investimento e non un costo, magari da ridimensionare. Investire nella scuola significava dare più possibilità a tutti i ragazzi, soprattutto i meno abbienti, i meno fortunati.
E’ stato per tanti anni, per tanti di noi, un riferimento importante, sempre attento agli amministratori delle nostre comunità, sempre disponibile al dialogo, sempre vicino nell’ascolto. Da parte mia emerge il dovere di una profonda gratitudine e un ricordo sentito nella preghiera.
Antonio Rusconi
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